22 November 2018 Seminars

09:30 - 09:50

Gli aspetti regolatori, tecnologici e scientifici di maggiore impatto per il settore nutrizionale e degli integratori, in relazione alla scelta degli ingredienti e agli effetti nutrizionali

Il settore degli ingredienti nutrizionali e funzionali è sottoposto ad una serie di normative afferenti, in generale, all’area alimentare, che però si declinano in maniera peculiare per queste tipologie di prodotti.

Chi opera con queste materie prime non deve dunque solamente essere un “fornitore” di ingredienti, ma deve saper integrare anche adeguate conoscenze tecniche e regolatorie, per le quali è fondamentale essere aggiornati al massimo livello possibile.

Il Gruppo Miaf di Federchimica supporta le imprese del settore in ambito tecnico, regolatorio e di rappresentanza con le Istituzioni.

10:00 - 10:20

L’interazione tra dieta e nostri partner microbici: verso un io sano

Ogni individuo convive con migliaia di miliardi di cellule microbiche, la maggior parte delle quali sono batteri e risiedono nel tratto gastrointestinale, noti come il nostro microbiota intestinale. Il microbiota intestinale è essenziale per la nostra fisiologia, lo sviluppo del sistema immunitario e molti altri aspetti della nostra salute.

Inoltre, il cibo che mangiamo svolge un ruolo fondamentale nel mantenimento della diversità e del corretto funzionamento di questo ecosistema molto complesso. Sono soprattutto le fibre alimentari e i carboidrati non digeribili che mangiamo a fornire l’energia che permette ai nostri partner batterici di prosperare nel nostro intestino. A loro volta, i sottoprodotti della fermentazione batterica di questi carboidrati, compresi gli acidi grassi a catena corta, svolgono molte funzioni benefiche sulla nostra salute, tra cui fungere come principale fonte di combustibile per i nostri colonociti e modulare il nostro metabolismo.

Mentre i nostri antenati erano soliti mangiare circa 150 grammi di fibra o più al giorno, il nostro attuale apporto dietetico è in media di 20 grammi al giorno. Questi fattori generano un microbioma disbiotico, con ridotta diversità, una composizione aberrante e probabilmente un fattore che contribuisce all'aumento della prevalenza di molte malattie croniche non infettive.

10:30 - 10:50

The problem of vitamin D insufficiency in Europe

Generalmente il livello di Vitamina D è basso negli adulti di tutta Europa e contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare questo è valido anche nel Sud Europa dove la luce solare è presente durante tutto l’anno.

Nello specifico le persone che lavorano in luoghi chiusi sono particolarmente affette da questa carenza poichè manca l’attività all’aperto e l’esposizione al sole.

Nell’inverno 2016 abbiamo condotto un’analisi dei livelli di Vitamina D nel sangue di 1.800 impiegati del Sud della Germania che hanno partecipato volontariamente.

Quello che è emerso misurando i livelli sanguigni di 25 (OH) D è stato che: il 31% dei soggetti partecipanti ha carenza di Vitamina D (<12 ng/mL); il 36% ha un’insufficienza di Vitamina D (12-20 ng/mL), il 21% ha livelli normali di Vitamina D (> 20 – 30 ng/mL). E solo il 9% ha livelli di Vitamina D superiori ai livelli normali (> 30 – 60 ng/mL), che è il valore raccomandato dalla Fondazione Internazionale Osteoporosi. L’età, il fumo di sigaretta e il peso corporeo hanno un impatto negativo sul livello di Vitamina D. Invece l’esposizione alla luce solare artificiale e l’assunzione di integratori con Vitamina D contribuiscono positivamente.

Da quest’analisi è emerso anche che nei soggetti che hanno assunto integratori con Vitamina D durante la stagione invernale, la carenza di Vitamina D si è presentata solo nel 5% dei soggetti rispetto al 35% dei soggetti che non hanno assunto integratori.

Verranno discussi alcuni modi per migliorare i livelli di Vitamina D nella popolazione Europea.

11:00 - 11:20

Evidenze di sostenibilità attraverso partnership basate sull’economia circolare

Cos'è la sostenibilità? Oggi la sostenibilità è un atto di equilibrio. Come indicato nel Rapporto della Commissione mondiale sull'ambiente e lo sviluppo (1987), la sostenibilità incontra i bisogni del presente senza compromettere il benessere delle generazioni future. La sostenibilità è più che un termine filosofico. È un bisogno: il bisogno di tutti.

È in questa ottica che ROELMI HPC opera nello studiare, ricercare, sviluppare e commercializzare ingredienti attivi e funzionali per il mercato Cosmetico e Nutraceutico. Perseguendo il proprio programma aziendale di Sostenibilità “N.I.P. - No Impact in Progress®”, ROELMI HPC caratterizza i propri prodotti grazie a ricerca all'avanguardia, approccio scientifico e passione vera, declinati in attenzione per l’ambiente, le persone e la società in generale.

La presentazione si propone di informare della possibilità di collaborazione tra entità aziendali e accademiche, in cui la prossimità cognitiva, la R&S condivisa e il trasferimento tecnologico sono le basi dell’innovazione. Verranno presentati esempi pratici di sviluppo sperimentale, caratterizzati da un alto valore tecnologico e facenti parte di modelli di economia circolare.

11:30 - 11:50

Come nasce un integratore a base di probiotici: stabilità e la biocompatibilità tra ingredienti attivi e ceppi probiotici selezionati

L’efficacia di un integratore alimentare dipende da diverse variabili, tra cui ovviamente la quantità degli attivi presenti, la composizione quali-quantitativa del prodotto e la forma di dosaggio impiegata.

E’ noto che qualunque attivo subisce un decadimento, anche lieve, nel corso della vita commerciale del prodotto. Nella maggior parte dei casi è sufficiente un sovradosaggio minimo al momento della fabbricazione per compensare questo fenomeno in maniera del tutto prevedibile.

Nel caso di formulazioni contenenti probiotici, quindi cellule vive in forma liofilizzata, la situazione è più delicata. Vi sono diversi ingredienti attivi, ma anche eccipienti quali aromi o inerti, che possono esercitare una tossicità diretta sui ceppi probiotici impiegati, riducendo la carica batterica già a livello della polvere e poi, in misura più importante, al momento dello scioglimento del formulato in acqua prima dell’assunzione o nel succo gastrico.

Se si vuole quindi garantire la quantità di cellule vive dichiarate in etichetta fino al termine della vita commerciale, è fondamentale studiare le interazioni tra ciascun ingrediente potenzialmente critico del formulato e i probiotici che si intende utilizzare per verificarne la piena biocompatibilità.

In seconda battuta sarà possibile studiare la stabilità nel tempo dei probiotici, sia con test accelerati che a temperatura ordinaria.

12:00 - 12:20

La coltura di cellule vegetali in sospensione quale piattaforma tecnologica per lo sviluppo e la produzione su scala industriale di attivi botanici e di proteine ricombinanti umane altamente attive, prive di potenziali cross-contaminazioni

Il rapido sviluppo della Nutraceutica ha portato ad un aumento della diversificazione e della domanda di attivi botanici per benessere dell’individuo, il cui effetto deve esplicarsi   specificamente in vari distretti dell’organismo. Queste molecole, in particolare i metaboliti secondari delle piante, per mantenere la loro integrità ed efficacia devono essere prodotti con sistemi tecnologici avanzati che evitino la presenza di contaminanti, come fertilizzanti, metalli pesanti, endotossine e antibiotici, pericolosi per la salute. L’industrializzazione delle culture cellulari vegetali rappresenta un nuovo approccio per la produzione di principi attivi che offre importanti vantaggi rispetto all'estrazione classica da piante coltivate su campo. L'ambiente altamente controllato delle colture cellulari assicura che il processo sia completamente controllato. Attraverso una selezione manuale delle colonie cellulari più efficienti nella produzione di specifiche molecole, è possibile massimizzare la resa produttiva senza alterare il genoma delle cellule e senza pertanto creare OGM. Le colture cellulari, infine, richiedono un elevato consumo di risorse naturali come suolo ed acqua e possono essere considerate come tecnologie altamente sostenibili.

12:30 - 12:50

β-defensine: un nuovo approccio per la prevenzione della disbiosi intestinale

Si parla sempre più spesso di microbiota e dell’influenza che questo esercita sull’organismo in generale, si fa riferimento al gut-brain axis, asse intestino-cervello, termine che pone in evidenza la correlazione tra tratto gastrointestinale (microbiota) e funzioni cerebrali (SNC, sistema neuroendocrino e immunitario  - asse ipotalamo-ipofisi-surrene - sistema nervoso autonomo -simpatico e parasimpatico, sistema nervoso enterico, nervo vago).

In questo quadro, gli studi  tendono a valutare un possibile meccanismo di feedback: modifiche alla composizione della flora batterica intestinale a seguito di malattie o stress (DISBIOSI) implicano, a loro volta, malattie.

Una delle principali conseguenze della disbiosi è l’aumento della permeabilità intestinale che si manifesta attraverso il passaggio di sostanze indesiderate attraverso le giunzioni strette rese “lasse” da uno stato infiammatorio continuato non fisiologico che l’organismo non riesce più a bilanciare naturalmente.

Alcune sostanze, che includono le defensine (alfa e beta), costituiscono una importante  prima linea di difesa dell’organismo: supportano e potenziano l’omeostasi intestinale, aiutano a contrastare patogeni enterici.

Unitamente ad una dieta bilanciata e all’assunzione di fibre, le β-defensine, peptidi cationici espressi a diversi livelli nel tratto gastro-intestinale, sono attive sia verso batteri Gram+ che Gram-, promuovono la risposta del sistema di difesa innato e hanno la capacità di stimolare la risposta adattativa inducendo la maturazione leucocitaria.

Molto spesso le fibre vengono assunte per facilitare il transito intestinale, ma l’azione di un particolare tipo di fibre, i GOS (gluco-oligosaccaridi), supportano e incrementano il normale rilascio di β-defensine endogene.

Questa massiccia risposta innescata dalle beta-defensine si traduce nel rilascio di mediatori pro- e anti-infammatori atti a modulare la risposta dell’organismo, a ripristinare la corretta omeostasi e il giusto equilibrio della flora intestinale.

13:00 - 13:20

Cerebelle – Outsmart Brain Aging !

Diana Food will proudly introduce, Cerebelle™. This health solution is a unique blend of extracts from two potent polyphenol-rich fruit: grape and wild blueberry, clinically proven to prevent age-related cognitive decline in healthy older adults. Each of these extracts contribute specific polyphenols with neuroprotective properties; a six-month supplementation with Cerebelle™ (600mg/day) demonstrated improved episodic memory and learning skills in healthy senior people. Cerebelle™ compliments a broad variety of products ranging from traditional dietary supplements to functional foods and beverages.

Cerebelle™ answers a strong market need for natural solutions to protect cognition in seniors. While traditional ingredients rule the cognition market, Cerebelle™ brings innovation and will enable differentiation at our customers.

The Cerebelle™ clinical study has just been published in Journals of Gerontology, providing the final touch to the complete dossier of supportive data around Cerebelle™.

Now is the time to innovate with Cerebelle™!

14:00 - 15:00

Novel Food: sicurezza, opportunitá e sfide culturali

Con il Regolamento n. 2015/2283, che norma la produzione e il commercio dei novel food, l'Unione europea si è aperta all’innovazione. Prodotti o ingredienti costituiti a partire da microrganismi, funghi o alghe; nuovi ingredienti di origine vegetali o animale (come gli insetti), utilizzo di processi di produzione non convenzionale o ingredienti innovativi dal punto di vista molecolare: sono questi i “nuovi alimenti” che a partire dallo scorso 1° gennaio 2018, previa autorizzazione, possono essere commercializzati. Si rendono quindi necessarie nuove conoscenze circa la sicurezza igienico-sanitaria e le caratteristiche chimico-fisiche-tecnologiche di questi “nuovi” alimenti, che dovranno rispettare anche il Regolamento 178/02 relativo alla rintracciabilità. Si tratta di una vera e propria svolta per il consumatore e di una promettente opportunità per l’industria agroalimentare.

Igiene Alimenti in collaborazione con OTALL e FCSI

  • Massimo Artorige Giubilesi Ordine dei Tecnologi Alimentari di Lombardia e Liguria - Igiene Alimenti in collaborazione con OTALL e FCSI