Seminar

I probiotici nella pratica clinica: qual è lo stato dell’arte

Time: 16:10 - 16:40

Date: 21 Novembre 2018

Theatre: Orange 2

Synopsis

La letteratura scientifica ha dimostrato che I probiotici manifestano un ampio spettro di potenziale intervento clinico, ma in vari casi i risultati sono contradditori. Recentemente abbiamo pubblicato una review sullo stato dell’arte su questo tema basata sulla valutazione di tutte le metanalisi che hanno analizzato l’effetto dei probiotici in specifiche condizioni fisiologiche o patologiche.

Dato che le meta-analisi considerate in questo progetto di ricerca includevano studi clinici randomizzati con livello di evidenza I e II, sono stati definiti I gradi di raccomandazione correlati alla efficacia dell’intervento terapeutico con probiotici in varie patologie

Per quanto attiene le patologie metaboliche (diabete, dislipidemia, obesità e ipertensione) l’efficacia della assunzione di probiotici sulla modificazione dei più significativi parametri metabolici (colesterolo totale, colesterolo LDL, glicemia, peso corporeo, pressione arteriosa) è apparsa di grado B per tutte le variabili ora indicate.

Per contro la assunzione di probiotici da parte di pazienti adulti o anziani affetti da diarrea correlata alla assunzione di antibiotici e la loro assunzion in pazienti adulti o pediatrici con diarrea associata ad infezione da Clostridium Difficile ha evidenziato una raccomandazione di molto positivo (grado A) . Nei pazienti con sindrome da colon irritabile, stipsi e IBD (inflammatory bowel disease) la raccomandazione era di grado B  . Invece per i pazienti adulti affetti da diarrea correlata a chemioterapia la raccomandazione era molto meno positiva (evidenza di grado C).

Nei pazienti con infezioni delle vie respiratorie l’efficacia della supplementazione con probiotici è apparsa molto favorevole(grado di raccomandazione A)  sia negli adulti che in età pediatrica sulle principali variabili cliniche  (numero di individui con almeno un episodio di infezione delle vie respiratorie e numero di giorni di assenza dalla scuola o dal lavoro) .  Nei pazienti ricoverati in unità di terapia intensiva, l’effetto dei probiotici sui più severi outcomes clinici e sulla mortalità è stato giudicato di grado C.

Nelle patologie epatiche (NAFLD ed encefalopatia) l’efficacia dell’intervento con probiotici ha rivelato un gradiente di efficacia C sulla variazione della funzione epatica in pazienti con NAFLD e un gradiente ancor più critico (D)   sulla ammoniemia e sulla mortalità di adulti con encefalopatia.

Altrettanto negativo (grado D) è apparso il ruolo della supplementazione con fermenti lattici in pazienti adulti affetti da vaginosi, infezione delle vie urinarie e pancreatite.   Nella periodontite e nella depressione  la supplementazione con probiotici  manifesta un grado di evidenza C.  Nei pazienti traumatizzati l’efficacia dell’intervento con probiotici sulle principali variabili cliniche (incidenza di infezioni ospedaliere,  polmonite con ventilazione assistita, durata del ricovero in unità di terapia intensiva e mortalità  ) è stato giudicato di grado C.    In pazienti pediatrici prematuri affetti da enterocolite necrotizzante, l’assunzione di probiotici (Lattobacillo  o la combinazione di  lattobacillo  e bifidobatterio)  ha rivelato un grado di evidenza B.

In conclusione, molti effetti dei probiotici sono ben documentati  e il loro utilizzo (sia isolato che in combinazione con altre terapie)  può essere considerato “evidence based”. Rispondono a tale criterio di evidenza e di raccomandazione  sia la diarrea associata all’uso di antibiotici,che la diarrea associata alla infezione da clostridium difficile, che le infezioni delle vie respiratorie.  Per contro in varie altre condizioni cliniche i risultati appaiono promettenti ma occorrono ulteriori studi clinici per acquisire un grado di raccomandazione definitivo e realmente basato sull’evidenza.

 

Using probiotics in clinical practice: where are we now?

The scientific literature has demonstrated that probiotics have a broad spectrum of activity, although often the results are mixed. Recently we published a critical overview of the current state of the art based on the evaluation of all the meta-analyses that have considered the effects of probiotics in specific physiological and pathological conditions. Since all of the meta-analyses considered in this study included randomized clinical trials (level of evidence I and II) we evaluated the degree of recommendation (GR) related to the effectiveness of probiotics use in different pathologies.

As far as metabolic diseases (diabetes, dyslipidemia, obesity and hypertension) are concerned, the efficacy of probiotic intake on the major metabolic outcomes (total cholesterol, LDL cholesterol, blood glucose, decreased body weight, decreased blood pressure) was considered as a B GR for all these outcomes.

Concerning diseases of the gastro-intestinal tract, the effectiveness of intake of probiotics on antibiotic-associated diarrhoea in adults and children and on diarrhoea associated to Clostridium difficile in adults and elderly, has been considered as a A degree of recommendation. For irritable bowel syndrome, constipation and IBD the efficacy was considered as a B degree of recommendation. Moreover, for diarrhoea associated with chemotherapy in adults, the efficacy of treatment with probiotics has been considered as a C degree of recommendation.

As far as respiratory tract infections are concerned, the effectiveness of intake of probiotics in adults and children on the major clinical outcomes (number of individuals that have at least one episode of respiratory tract infections and number of days of absence from school/work) has been considered as a A GR. Regarding ventilator-associated pneumonia in adults and children admitted to ICU, the effectiveness of intake of probiotics on the major clinical outcomes and mortality was considered as a C GR.

Considering liver diseases (NAFLD and encephalopathy), the effectiveness of intake of probiotics in adults with NAFLD on the major clinical outcomes (liver function) was considered as a C degree of recommendation. The effectiveness of intake of probiotics in adults with encephalopathy on the major clinical outcome (ammonia) and mortality and has been considered as a D GR.

As for the vaginosis, urinary tract infections and pancreatitis, the effectiveness of intake of probiotics in adults on major clinical outcomes and mortality was considered as a D GR.    As regards the periodontitis and depression, the efficacy of intake of probiotics in adults was considered as a C GR. Concerning the efficacy of intake of probiotics on the major clinical outcomes (incidence of hospital infections, ventilator-associated pneumonia, the hospital stay in ICU and mortality) of post trauma patients was considered as a C GR.  Concerning the necrotising enterocolitis in premature infants, the efficacy of intake of probiotics (Lactobacillus or combination of Lactobacillus and Bifidobacterium) on incidence of pathology was considered as a B GR.

In conclusion, some effects of probiotics are well documented, and their use alone or in combination with other therapies can therefore be considered “evidence-based”, such as for antibiotic-associated diarrhoea, Clostridium difficile-associated diarrhoea and respiratory tract infections.  In other clinical conditions, however, further studies are needed in order to achieve a final and convincing evidence..

 

 

Speaker

  • Prof. Attilio Giacosa Scientific Coordinator, Department of Gastroenterology - Policlinico di Monza, Milano

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